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Cristiani ventriloqui e cristiani bibliofagi

Di Michel Barlow

 

Traduzione di Giacomo Tessaro

 

Michel Barlow è saggista, romanziere, teologo e professore emerito di lettere e scienze dell’educazione. Collabora regolarmente, oltre che con Évangile et Liberté, con il periodico cattolico contestatario Golias Hebdo.

 

Tratto da Évangile et Liberté n° 310, giugno-luglio 2017

 

Di cristiani ventriloqui ce ne sono molti di più di quanti immaginiamo. Conosciamo tutti quelle pie riunioni dove, dall’alto di predicazioni tonitruanti, questi ventriloqui ci invitano solennemente ad “ascoltare quello che ci dice oggi la Parola di Dio”. Ascoltiamo tutti attentamente! Ma gli ascoltatori dotati di un minimo di senso critico non mancheranno di intuire che in effetti questi profeti ispirati si sforzano di inculcare nient’altro che le proprie idee, anche se rivestite di citazioni bibliche. Questi nobili servitori della Parola sono più che altro dei “ventriloqui” che tentano di spacciare la loro personale voce per quella di un Altro.

 

Altri cristiani (a volte gli stessi) sono, al contrario, dei “bibliofagi”: alla stregua del capitolo 10 dell’Apocalisse o del suo modello, il capitolo 3 di Ezechiele, costoro mangiano il libro della Parola di Dio, ne fanno la sostanza della propria vita e l’ispiratrice delle proprie azioni. La prova che tali bibliofagi non sono dei ventriloqui è che a volte fanno fatica a digerire la Parola, che anzi può procurare loro delle dolorose coliche (Apocalisse 10:9-10).

 

Qualcuno obietterà senza dubbio che la Parola che visita la nostra vita non può essere altro che una naturalissima operazione della nostra mente: di fronte a un dilemma esistenziale, la memoria ripesca questo o quel versetto biblico, che sembra contenere una risposta. Come potrebbe essere altrimenti? Se il Verbo di Dio si è fatto carne nei nostri limiti umani e se la Parola di Dio si è incarnata nell’umanità tutta intera degli autori biblici, perché dovrebbe raggiungerci in altra maniera che attraverso l’esercizio delle nostre facoltà? Immaginare che l’ispirazione biblica delle nostre azioni e dei nostri pensieri possa essere un’operazione sovrannaturale fa parte del pensiero mitico. Non è così che l’appello della Parola di Dio ci raggiunge: la sua incarnazione è modesta e assolutamente umana.

 

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À propos Gilles

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a été pasteur à Amsterdam et en Région parisienne. Il s’est toujours intéressé à la présence de l’Évangile aux marges de l’Église. Il anime depuis 17 ans le site Internet Protestants dans la ville.

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