Risposta di Gilles Castelnau
traduzione Giacomo Tessaro
Se lei ha in mente un cadavere che si alza da solo, che attraversa la tomba nell’oscurità e ne esce attraverso la pietra allora sono pochi quelli che ci credono! Ma se prende con calma i testi ed è sensibile alla differenza d’atmosfera tra la passione di Gesù e la sua “resurrezione”, se riflette a quella vittoria della vita sulla morte che viene palesemente riportata attraverso delle immagini (il sole che si leva, i giovani vestiti di bianco, i soldati che si accasciano “come morti” [in Matteo]), allora penserà senza dubbio che non vale la pena abbandonare la gioia, la forza, il dinamismo creatore che ne emana. Un po’ come quando legge l’attraversamento del Mar Rosso o la vittoria del piccolo Davide sul gigante Golia. E se qualcuno dice “Se tutto, nel messaggio cristiano, viene preso come una metafora, cosa resta di concreto?” possiamo rispondere “La nostra fede, la nostra speranza e il nostro amore non riposano sulla verità storica archeologica, geografica, cosmologica e tanto meno ginecologica dei racconti biblici! Riposano sullo slancio interiore di adesione che nasce in noi alla lettura degli antichi testi.”
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