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UN DIO DELLA VITA

 Se Dio esistesse, permetterebbe agli uomini di morire senza soffrire troppo. Sopprimerebbe il cancro e tutte le malattie. Impedirebbe a tutti coloro che si pretendono Suo vicario di fare l’apologia dell’AIDS sotto il pretesto di un anatema contro il preservativo.

Siccome il mondo è la Sua creazione, dovrebbe arrangiarsi perchè l’uomo, creato a Sua imagine secondo quel che si dice, non passi il proprio tempo a massacrare il quadro di vita che Egli ha piantato per la Sua più grande gloria.

Se Dio esistesse, sopprimerebbe le chiese e i loro preti, le moschee e i loro imam, le sinagoghe e i loro rabbini, non avrebbe piû bisogno di tutti questi templi e di questi salamalec. »
Reazione di Gilles CastelnauIl nostro corrispondente ha chiaramente un’idea molto precisa del Dio nel quale non crede. Concepisce Dio come un creatore onnipotente che ha creato gli uni piccoli, cli altri grandi, che gestisce le malattie e avrebbe dovuto creare una realtà più umana.

Poichè Dio non si comporta a quel modo, l »autore del messaggio ne conclude che Dio non esiste. Ma non gli viene l’idea che Dio potrebbe esistere in un modo diverso.

Concepisce Dio come maestro del pensiero degli uomini e delle loro parole e che potrebbe controllare la politica anti-ecologica dei nostri governi e delle nostre multinazionali, e riorientare le parole del papa. Una specie di Big Brother di cui saremmo i pupazzi. Ma non gli viene l’idea che potrebbe esistere un Dio diverso da quella specie di dittatore interiore.

Concepisce un Dio che si implica nel papa come in un « vicario » e non gli viene l’idea che Dio potrebbe non essere cattolico.

Concepisce un Dio che organizza e sostiene le chiese e i preti, le moschee e gli imam, le sinagoghe e i rabbini (non menziona i protestanti !). Ma non gli viene l’idea che Dio potrebbe lasciare che gli uomini sviluppino liberamente le loro strutture religiose.

Infine concepisce un Dio che ha bisogno di essere lusingato dai « salamalec » dei religiosi. Ma non gli viene l’idea che Dio potrebbe considerarli con un sorriso indulgente.

La mia conclusione è che non è ateo ma semplicement inconsapevole della spiritualità moderna. Non è uscito da un cattolicesimo conservatore tradizionale e ignora l’immenso mondo religioso che ha visto svilupparsi una soiritualità intelligente e aperta, che parla di un Dio totalmente diverso dalle sue credenze. Un Dio sorgente della vita che anima « tutto quello che respira », della forza che consente di affrontare la sofferenza e il male, della pace interiore che placa le angoscie, dello spirito fraterno che avvicina gli uomini gli uni algli altri. Un Dio della vita sempre libera, sempre rinnovata, che rinasce sempre dalla morte.
Il vescovo americano John Spong (Chiesa episcopaliana degli USA) ha detto: »Il mio modo di concepire Dio è cambiato moltissimo. Non mi appare più come una persona, un essere, una entità. Piuttosto è una presenza nella quale, come diceva l’apostolo Paolo, « abbiamo la vita, il movimento, e l’essere » (Atti 17,28).

Il « vecchio uomo nel cielo » fu la prima immagine che ricevetti. Poi venne il « giudice celeste » che conserva il registro dei nostri sbagli. E infine la « figura paterna » che richiede la mia adorazione e che devo implorare affinchè abbia pietà di me.

Questa divinità celeste invadente, esteriore al mondo, ha visto la sua immagine impallidire e nuovi concetti sorgere nella mia coscienza.

Ma mentre questi « cliché » antichi ingiallivano, ho sentito rinforzarsi in me l’intensità della presenza di Dio. Sono passato al dilà di ogni linguaggio, sono oramai di fronte a un mistero che mi riempie di meraviglia e di rispetto. »

(Lettera pastorale della diocesi di Newark, 9.2009)

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