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PREDICA E DIACONIA, CHIESA ‘RISCHIA TUTTO’ E CHIESA ‘RIFUGIO’, Roger Parmentier

Eppoi la Chiesa “rifugio”: una comunità dove c’è ascolto, comprensione, soccorso, consolazione, rincoramento… una comunità dove non c’è più paura, dove quello che viene proposto è alla misura delle nostre forze, dove ci si prende cura di altrui senza però lasciarlo dimenticare qual’è il vero Evangelo del rischio, in cui potrà impergnarsi di nuovo un giorno quando avrà ripreso le forze.

In fatti queste due Chiese sono solidali, si vogliono bene e si rispettano a vicenda, e si può passare dall’una all’altra. Poichè accade che i valorosi del rischio siano ridotti a pezzi dalle prove e abbiano bisogno di un rifugio per un tempo. E che dei “rifugiati” si lancino di nuovo nella battaglia quando sono guariti e le loro ferite siano cicatrizzate. L’una è di tipo sacerdotale, rituale, senza sorpresa, l’altra è di tipo profetico, audace, imprudente…

Non vanno opposte l’una all’altra. Sono ambedue necessarie. Lo sapete benissimo: il samaritano che senza temere rischio nè pericolo, in una regione infestata da briganti, terroristi impietosi, accetta di fermarsi per soccorrere uno sconosciuto mezzo morto, membro di un popolo che disprezza e odia il suo; e che nondimeno dà tutto, il suo tempo, le sue capacità, il suo denaro… quegli è la Chiesa del rischio, fedele alla proposta di Gesù, all’opera nella sua gandiosa impresa… (Luca 10)

Ma non è solo: c’è in qualche posto un albergo e un’albergatore di buona volontà (la parole ostello è vicina alla parola ospedale, il luogo dove si viene accolto, curato, assistito…); questo albergatore é la Chiesa rifugio, quella che accoglie con devozione i feriti della vita, coloro sui quali le prove e i cordogli, e anche le malattie si sono accaniti. E’ uno degli aspetti indispensabili delle nostre comunità.

Certo abbiamo bisogno di tutt’e due le Chiese, e che siano in dialogo e vivano la solidarietà. La Chiesa “rischia tutto” per Gesù è anche presente per impedire che la Chiesa “rifugio” diventi un posto dove si finisce per spegnersi nel nulla e morire di noia. E la Chiesa “rifugio” è là per accogliere, per ricordare che i più valorosi sono anche minacciati.

Nei primissimi tempi del cristianesimo sono stati stabiliti sette “diaconi” per prendere la responsabilità dei “resto du cœur” (allusione all’opera di soccorso alimentari ai poveri de Parigi lanciata dall’attore Colucci, detto Coluche, ndt) della Chiesa primitiva, tra i quali Stefano e Filippo. E appena istallati nella “diaconia”, eccoli lanciarsi nella predicazione avventurosa, persino arrogante e polemica (perchè il loro messagio era più frutto del loro ingenio che non quello proprio di Gesù) e Stefano lo ha pagato con la sua vita. Ma il principio è quello: nessuna diaconia senza predicazione profetica, nessuna predicazione profetica senza diaconia…

R.P.

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