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Il dono e la gioia

Traduction, Jeudi 14 Avril 2011 à 23:50 - Italiano

Louis Pernot
Traduzione Giacomo Tessaro

Louis Pernot ci propone un proverbio molto corrente, tratto dagli Atti degli Apostoli, e dalla bocca stessa di Gesù.
 
 “C'è più gioia nel dare che nel ricevere”, ecco un proverbio passato nel linguaggio comune, che ha origine niente meno che in Cristo stesso. È uno di quei passi che vengono chiamati “agrapha”, le rarissime parole di Gesù che non si trovano nei vangeli. Gli Atti degli Apostoli (20,35) ci trasmettono questa frase specificando che sono “le parole del Signore”.

Sotto il suo aspetto un po' moralistico, questo proverbio è veramente essenziale.

Prima di tutto, parla di gioia, e non è poco. È bene ricordare che la predicazione di Cristo incomincia nel vangelo di Matteo con le Beatitudini: otto volte “beati” e che termina praticamente nel vangelo di Giovanni con la lavanda dei piedi, quando Cristo invita al servizio del prossimo e dice: “Sapendo queste cose, sarete beati se le metterete in pratica.”

Allora l'Evangelo non è colpevolizzarsi, flagellarsi, o privarsi di tutto, l'Evangelo è la gioia, la libertà e il benessere. Eppure non è nemmeno un semplice discorso edonista, l'Evangelo propone un autentico cammino di gioia che è lungi dall'essere evidente.

C'è in effetti un paradosso: per essere felici, bisogna rinunciare a voler essere felici. “Chi vuol salvare la sua vita la perderà, e chi perderà la sua vita a causa di me la troverà...” (Marco 8,35). Questo si spiega con il fatto che il principale ostacolo alla gioia è l'egoismo. La gioia consiste nell'uscire da sé per rivolgersi verso gli altri. È per questo che non si può trovare la gioia ricercandola, perché cercare la propria gioia vuol dire conservare un approccio puramente egoista.

Quanto al nostro proverbio, ci dice una cosa in più: la gioia non dipende tanto da ciò che si possiede quanto da ciò che si dà. È una notizia eccellente, poiché il ricevere dipende dagli altri che vogliono o meno donarci, mentre l'offrire non dipende che da noi. E di colpo si passa da una concezione passiva della gioia a una concezione attiva. La gioia non è uno stato che si subisce sperando possa durare, ma un atteggiamento personale che non dipende da ciò che subiamo.

Essere felici è voltarsi verso l'altro per donargli, e finalmente non è niente altro che amore.
 

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