| La traduction d'Évangile et liberté |
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Les sujets de Décembre 2011

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 | 22 Décembre 2011 |  | Dio a Natale
 Traduction, Jeudi 22 Décembre 2011 à 10:02 - Italiano
 Gilles Castelnau
traduzione Giacomo Tessaro
Natale può essere l'occasione di trasmettere la nostra fede in un Dio vicino, interiore, dolce e sorridente.
Tutti amiamo le feste di fine anno con le loro luci, i loro alberi di Natale, i loro tacchini e il loro foie gras, le vetrine animate al Printemps e alle Galeries Lafayette [due catene di grandi magazzini n.d.t.], la colletta per le persone in difficoltà, le pentole dell'Esercito della Salvezza, i pranzi in famiglia, i regali che scambiamo e diamo ai bambini. Per qualche giorno ci sentiamo migliori, meno egoisti, più umani, finalmente.
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| 22 Décembre 2011 |  | Dio è amore?
 Traduction, Jeudi 22 Décembre 2011 à 10:01 - Italiano
 Christian Badet
L'amore e la giustizia sono due facce apparentemente opposte e tuttavia complementari di Dio. Ma come viverle oggi, nel nostro mondo?
Dio è amore, ovvio. Dio ama il mondo e ciascuno di noi, siamo d'accordo su questo. Tuttavia questa affermazione, infinite volte ripetuta, annunciata, predicata... non cessa di interrogarci. Perché, alla fine, davvero Dio è amore per il malato steso sul suo letto d'ospedale e a cui hanno appena annunciato una triste prognosi? Davvero Dio è amore per l'emarginato e l'umiliato che non trova via d'uscita alla sua situazione? Per tutti i poveri e i sofferenti della terra? E soprattutto, quale eco può avere questa promessa per colui che non ha proprio nessun segno di questo amore? Cosa sa, cosa percepisce colui al quale l'esistenza fornisce continue smentite a questo annuncio d'amore di Dio?
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| 22 Décembre 2011 |  | E Dio rispose...
 Traduction, Jeudi 22 Décembre 2011 à 09:57 - Italiano
 Roger Parmentier
traduzione Giacomo Tessaro
Avendo sentito le loro preghiere e specialmente le loro preghiere dette d'intercessione in favore degli esseri umani in difficoltà, “Dio” rispose loro: Cari figli, mi sembra che abbiate un bel po' di sfacciataggine... Mi chiedete di fare ciò che è precisamente responsabilità vostra. È il colmo! Mi chiedete – di stabilire la pace e la giustizia sulla terra – di prendermi cura dei malati – di soccorrere i torturati – di dare il pane quotidiano (e l'acqua potabile) a coloro che soffrono la fame – di dare un buon cuore ai bambini e agli adolescenti – la generosità e la serenità agli anziani – coraggio e determinazione avveduta ai responsabili politici – di liberare i prigionieri – di riportare a casa gli esiliati... e molte altre cose di questo tipo.
Ma tutto questo è il vostro piano di lavoro, la missione che vi ho affidato! Perché rivolgervi a me? Spetta a voi riflettere e agire. Perché non chiedermi anche di riparare il rubinetto che perde, di cambiare una lampadina o lo pneumatico bucato?
Se ho ben compreso le vostre teorie sulla creazione del genere umano (che mi hanno divertito molto) sarei io ad avervi donato tutto: - una grande intelligenza (che voi lasciate spesso disoccupata) – un cuore compassionevole (idem) – lo spirito di iniziativa – una coscienza sensibile alle miserie – mani e braccia per agire, e tutto il resto... e cosa ne fate? E voi mi chiedete di intervenire?
Nella mia grande saggezza, so bene che tutte queste richieste sono ispirate da buoni sentimenti, da buone intenzioni... Ma sapete bene che questo non basta. D'altronde voi stessi dite che “l'inferno ne è lastricato” (non so ancora cosa sia la cosa che chiamate inferno, a meno che non sia quello che organizzate per molti sulla terra).
Oltretutto, vi invio regolarmente dei profeti per ricordarvelo... Cosa fate? Li eliminate? Andiamo, un po' di coraggio spirituale, ve ne prego (ora è il mio turno!).
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| 12 Décembre 2011 |  | Perdonare: è possibile?
 Traduction, Lundi 12 Décembre 2011 à 10:09 - Italiano
 Laurent Gagnebin
traduzione Giacomo Tessaro
Perdonare mi è sempre parso essere una delle cose più difficili da realizzare nella nostra vita. Tra tutte le esigenze bibliche, quella che mi sembra la più irrealizzabile, la più dispendiosa, la più penosa, se non la più impossibile, è proprio il perdono. D'altronde possiamo sempre domandarci: quando ho perdonato, ho veramente perdonato, totalmente, senza che si debba aggiungere ancora qualcosa? Se rifiuto di vendicarmi, è già bene ed è già considerevole. Non mi riferisco ad una vendetta preparata, voluta, organizzata, a quelle vendette che sono un piatto che si serve e si mangia freddo, ma a quei casi della vita che ci mettono spesso in una condizione di potere di colpo vendicarci un poco, indirettamente, improvvisamente. Resistere a questo, non dire la parola o non fare il gesto che permetterebbe di restituire pan per focaccia e di far capire a mia volta che non ho dimenticato, ecco cos'è estremamente duro. È una tentazione così forte! Anch'io posso farti del male o più precisamente anch'io posso non fare il bene disinteressato che ci si aspetta da me. A ciascuno il suo! Te lo sei proprio meritato! Ti calza proprio a pennello.
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| 12 Décembre 2011 |  | Il perdono: esigenze, ambiguità, compimento
 Traduction, Lundi 12 Décembre 2011 à 10:07 - Italiano
 Camille Jean Izard
traduzione Giacomo Tessaro
Non ho la pretesa di esaurire, nelle poche righe che seguono, tutti i problemi esistenziali che il perdono solleva. Ma terrei a mente questo tema essenziale delle Scritture, questo fil rouge che le attraversa, ovvero quello della fedeltà di Dio e dell'infedeltà dell'uomo. Certo, la Legge è una regolatrice del desiderio, e l'uomo passa la vita a infrangerla. D'altra parte, l'uomo e la donna conservano sempre un “fondo” animale; venuti al mondo tra “feci e urina”, secondo una frase attribuita a Sant'Agostino, restano capaci di pulsioni, di voglie, di omicidi, di stupri, di tradimenti, di odio... Ma rimane sempre come un barlume, che può essere paragonato a quello che Calvino chiamava il Sensus divinitatis (il senso della divinità), una traccia del divino che provoca il pentimento.
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| 12 Décembre 2011 |  | Un internauta domanda: e se alla fine Gesù Cristo non fosse mai esistito?
 Traduction, Lundi 12 Décembre 2011 à 09:59 - Italiano
 Risposta di Gilles Castelnau
traduzione Giacomo Tessaro
Lei pone una domanda estremamente interessante. Anche un professore di teologia l'ha posta, qualche tempo fa, agli studenti di teologia di una facoltà americana: “In cosa la vostra fede e la vostra spiritualità sarebbero modificate se si scoprisse una prova assoluta che Gesù Cristo non è mai esistito?” La sua domanda cadde in un profondo silenzio.
Personalmente, la mia fede non cambierebbe, poiché non è basata su scoperte storiche (né concernenti la storicità degli atti di Gesù Cristo, né quelli di Adamo ed Eva, l'Uscita dall'Egitto con Mosè, il Tempio di Salomone etc.). La mia fede si basa sullo Slancio interiore che sale in me, mi seduce, mi entusiasma, mi placa, mi rende dinamico, mi rende cosciente quando leggo i vangeli: un Soffio di vita, Creatore, che è in me, che non sta senza di me ma che è più di me.
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