Accueil | Qui sommes nous | le Blog de la rédaction | Traduction S'abonner | Nous soutenir  
RSS  
 
 
 La traduction d'Évangile et liberté 

 

En une, le n°269 | Mai 2013
  CAHIER | La grande parabole
 
 

 

Evangile et liberté

 

  Les sujets de Octobre 2010

9 sujets Retour à l'accueil du blog
27 Octobre 2010
Al principio era il Verbo

Traduction, Mercredi 27 Octobre 2010 à 18:04 - Italiano

 L'idea di “ Dio onnipotente, creatore del cielo e della terra “ non soddisfa più lo spirito contemporaneo.
Per Vincent Schmid la creazione è legata alla Parola.

Traduzione Giacomo Tessaro

È divenuto necessario ripensare la nozione teologica di creazione. Quando ripetiamo con il Simbolo Apostolico “ Credo in Dio Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra “, cosa vogliamo dire?
Lire la suite aucun commentaire - écrire un commentaire
 
26 Octobre 2010
Confesion de fe

Traduction, Mardi 26 Octobre 2010 à 17:34 - Español

 anonyme
traducción Jean-Pierre Pairou

Creemos en Dios ,
que nos llama a trabajar a sus lados
para embellezar el mundo
y hacerlo, cada dia, nuevo



Lire la suite3 commentaires - écrire un commentaire
 
18 Octobre 2010
“ Non è qui “

Traduction, Lundi 18 Octobre 2010 à 22:12 - Italiano

Serie: il mio Gesù

Laurent Gagnebin

Gesù non sarebbe prima di tutto nel ferito sulla strada piuttosto che nel buon Samaritano che si piega su di lui?
Lire la suite aucun commentaire - écrire un commentaire
 
18 Octobre 2010
Marta sarebbe forse migliore di Maria?

Traduction, Lundi 18 Octobre 2010 à 22:08 - Italiano

Luca 10, 38-42

Louis Pernot

Marta fa le faccende. E Maria ascolta Gesù. E Marta si lamenta con Gesù di sua sorella che non l'aiuta. Chi ha ragione?

Lire la suite aucun commentaire - écrire un commentaire
 
13 Octobre 2010
L'Avvenire di Dio

Traduction, Mercredi 13 Octobre 2010 à 11:23 - Italiano

 André Gounelle
Traduzione J.-F. Rebeaud


INTERROGARE
Piutosto che fondamento, principio, origine, non è Dio movimento,
contestazione e slancio? Invece di situarlo nel passato, non conviene
pensarlo come avvenire? E' il cristianesimo archeologia (ricerca
delle reliquie e delle radici) o eschatologia (orientamento verso ciò
che viene e edificazione del futuro)?
Lire la suite aucun commentaire - écrire un commentaire
 
13 Octobre 2010
Editoriale

Traduction, Mercredi 13 Octobre 2010 à 11:16 - Italiano

 Raphaël Picon
Traduzione J.-F. Rebeaud

La preghiera più bella non è quella del credente che chiede un favore
al suo Dio: la soluzione di un problema, un supplemento di anima, un
amore improbabile...
Lire la suite aucun commentaire - écrire un commentaire
 
08 Octobre 2010
Are Human Rights Universal?

Traduction, Vendredi 08 Octobre 2010 à 22:30 - English

 By François de Vargas

Translated by Jack McDonald


The notion that it is Christianity which has inspired human rights is popular, but we need to set it alongside certain important texts (among them several which predate Christianity) which, even if they do not use the term “human rights”, in effect affirm the basis of such rights. We could call to mind the Code of Hammurabi (c.1700 BCE) and the teachings of the Buddha (5th Century BCE), of Greek philosophers like Socrates, of the Old Testament prophets, the pillars of Ashoka (an Indian emperor in the 3rd Century BCE), which all contain calls to justice and a rejection of arbitrary discrimination. Calls to clemency towards enemies, even to non-violence, to the respect of the dignity of women, have been heard since the dawn of human time.
Lire la suite aucun commentaire - écrire un commentaire
 
08 Octobre 2010
Quelle parole che non sono amate

Traduction, Vendredi 08 Octobre 2010 à 10:33 - Italiano

 
Florence Couprie


Traduzione Giacomo Tessaro


Ammirazione davanti all'asceta. Senza dubbio egli è veramente vicino a Dio, immerso nella
preghiera, distaccato da ogni bisogno, sopportando sete, fame, freddo, dolore. L'ascesi, allenamento
del corpo e dello spirito, non si congiunge con la mistica?... Poi, la ragione si riscuote: perché? Per
cosa? Approcciare il mistero di Dio tagliandosi fuori dal mondo, dal suo? Rifiutare al corpo, nostro
essere naturale, ogni sensazione di piacere: piaceri ottenuti con i nostri cinque sensi come quello del
gusto ( il piacere che si prova nel mangiare ) ; il benessere raggiunto durante l'atto sessuale – atto
d'amore tra due esseri; il piacere provato da alcune madri al momento di mettere al mondo il loro
bambino. Conoscete quei piccoli composti oppioidi secreti dal corpo stesso: le endorfine. Sono state
scoperte verso il 1975. Esse sono secrete naturalmente dal nostro corpo: accompagnano tutti gli
sforzi violenti o, al contrario, le attività di fondo; sono presenti nelle situazioni di stress, di ferite
gravi; il loro effetto euforizzante viene assimilato, da alcuni sportivi, all'estasi. In questo modo,
l'autotortura è tanto illusoria quanto la corsa sfrenata dietro al piacere ! Ambedue sono dirette solo
verso il sé e verso il controllo, attraverso il sé, della propria vita e persino – orgoglio supremo ! -
dell'incontro con Dio. Il nostro lavoro, datoci da Dio, di servitori inutili, non consiste forse molto
semplicemente nel distaccarci da ogni controllo , nell'incontrare l'altro in ciò che egli ci manifesta
dell'irriducibilità di Dio a ogni controllo da parte nostra, nel lasciarci afferrare da questo incontro
del prossimo? Una ascesi ci è indispensabile: esercitiamoci a intendere l'appello di Dio alla
responsabilità, all'amore del prossimo. Esercitiamoci a lasciarci trovare da Dio, non a cercarlo !



aucun commentaire - écrire un commentaire
 
08 Octobre 2010
Condividiamo gli stessi valori?

Traduction, Vendredi 08 Octobre 2010 à 10:30 - Italiano

 David Meyer et Jean-Marie de Bourqueney

Traduzione Giacomo Tessaro

il rabbino David Meyer e il pastore Jean-Marie de Bourqueney hanno
pubblicato Il Minimo umano, opera di riflessione sul modo di preservare il legame sociale e la
coesistenza pacifica delle diverse comunità appoggiandosi sui valori universali. Non sarebbe
bene, oggi, avere un nuovo approccio?
Condividiamo gli stessi valori?
La nostra epoca dà grande importanza all'interculturalità. Dibattiti e incontri sul tema del “ vivere
insieme ” in questa nostra società diversificata si moltiplicano. Noi due siamo impegnati in questi
dialoghi da numerosi anni. Però facciamo la stessa constatazione: ne abbiamo abbastanza del “
religiosamente corretto “ e dell'autocompiacimento. Ci si incontra, ci si parla, con “ motti di spirito
“ amabili e di reciproca simpatia. Noi vogliamo andare oltre a questo “ dialogo cosmetico “ per
andare fino in fondo alle problematiche.
Una riflessione sull'interculturalità non è possibile senza consacrare uno spazio sostanziale a un
dibattito teologico critico sui valori di questo “ vivere insieme ”, visto che le nostra società sono
senza dubbio eredi di insegnamenti religiosi. Sfortunatamente, se la società civile sa fare prova di
coraggio interrogandosi sulla natura del legame sociale nella diversità, gli incontri puramente
interreligiosi sono sovente molto più cauti. Troppo spesso in effetti il dibattito religioso trova un
rifugio confortante scambiando i valori dell'universale messianico in cui l'unità totale e l'armonia
degli uomini sono le condizioni preliminari.
Allora, davanti alla realtà presente, che non è messianica, quali sono questi valori da condividere?
Abbiamo realmente una visione comune nella quale “ amore “, “ giustizia “, “ tolleranza “ e “
rispetto “ sarebbero l'espressione di speranze comuni, ancorate nel più profondo dei nostri testi
fondanti? Per quello che riguarda la tradizione ebraica, è verso il testo talmudico delle sette leggi di
Noè che bisogna volgersi. Un autentico documento legale che pone come preambolo alla possibilità
di esistenza di una società diversa il rigetto di ogni forma di ideale – compresi quelli della Giustizia
e dell'Eguaglianza – preferendo il modello di una società “ decente “ e che, al suo meglio, lotta
contro le ineguaglianze più palesi senza tuttavia cercare di abolirle. Come non rimarcare che questa
riflessione sul “ vivere insieme “ generata dai testi della tradizione ebraica è ugualmente
caratterizzata dall'assenza totale di riferimenti ai grandi valori di amore, di giustizia, di
compassione, riflessi di una speranza molto contemporanea – e forse troppo ingenua – della
capacità dell'uomo a immaginarsi altro da quello che realmente è: un essere fallibile e fragile.
Il cristianesimo, per parte sua, si trova in una situazione inedita: come conservare la sua “ vocazione
universale “ senza cadere in uno spirito di crociata, di conquista? Come conciliare la realtà del
nostro mondo diversificato e questa volontà di affermare che il Cristo ha portato un messaggio
universale? Questa questione si è posta ai cristiani...dal primo secolo ! Ahimé, sovente il
cristianesimo ha compreso la sua vocazione universale come una logica di conquista, delle anime e
dei territori. Questo ha senza dubbio influenzato il nostro mondo occidentale, dal momento che una
delle manifestazioni di questa logica di conquista è la nostra propensione a voler imporre al mondo
le nostre vedute, sui diritti dell'uomo o la democrazia. Il “ mio “ universo diventa l'universale...Ma,
dall'origine del cristianesimo, un'altra via è venuta alla luce, rimanendo sovente minoritaria: e così
vivere l'universale significava accogliere la diversità...Per questo punto di vista, ci si focalizza sulla
profondità del dialogo più che sulla volontà sistematica e puerile di mettere d'accordo tutto il
mondo. Una nuova comprensione dei valori universali viene allora alla luce: preferire la nozione di
valori comuni che si impongono a tutti perché tutti sono stati ascoltati, piuttosto che un valore
imposto a tutti da alcuni. Il cristianesimo si ripensa perché l'umanità si ripensa.
Il confronto dei nostri rispettivi “ minimi umani “ è dei più affascinanti e dei più inquietanti, pur
restando sempre portatore di speranza. Di speranza, poiché, al di là delle differenze che noi
accettiamo e delle quali misuriamo i rischi, è nell'umiltà e nell'onestà dell'approccio di tale ricerca
critica sui nostri testi fondanti che si trova la convergenza più probante dei nostri valori. Il luogo
reale della nostra universalità comune sarebbe forse nel progredire di una ricerca piuttosto che nel
suo risultato?



aucun commentaire - écrire un commentaire
 
 
 Evangile et liberté in english
Evangile et liberté en español
Evangile et liberté in italiano
 
 
CATÉGORIES
Italiano
Español
English
LES NOTES PAR DATES
Mai 2013 (12)
Avril 2013 (5)
Mars 2013 (25)
Février 2013 (11)
Janvier 2013 (33)
Décembre 2012 (3)
Novembre 2012 (6)
Octobre 2012 (6)
Septembre 2012 (1)
Août 2012 (1)
Juillet 2012 (2)
Juin 2012 (12)
Mai 2012 (13)
Avril 2012 (14)
Mars 2012 (11)
Février 2012 (13)
Janvier 2012 (12)
Décembre 2011 (16)
Novembre 2011 (13)
Octobre 2011 (12)
Septembre 2011 (12)
Juillet 2011 (6)
Juin 2011 (5)
Mai 2011 (7)
Avril 2011 (7)
Mars 2011 (12)
Février 2011 (8)
Janvier 2011 (11)
Décembre 2010 (10)
Novembre 2010 (6)
Octobre 2010 (9)
Septembre 2010 (6)
Août 2010 (2)
Juillet 2010 (2)
Juin 2010 (3)
Mai 2010 (3)
Avril 2010 (3)
Mars 2010 (4)
LES LIENS DU BLOG
Riforma.it
 
 

 

LES NOTES RÉCENTES

I nonni preistorici e l'emergere della religione

Ci può essere un risveglio spirituale delle Chiese nell'ecumenismo e nelle tradizioni religiose?

Perché djo permette che si dubiti di lui o che non si creda in lui?

Su cosa si deve fondare la teologia, sul pensiero degli uomini o su quello di Dio?

A proposito della Trinità

La grande parabola

La Bibbia e le sue interpretazioni nel corso dei secoli

Lo Spirito fa vivere il cristianesimo

Espiazione

Dio, tra convinzione e libera immaginazione


 
2013 © Évangile et Liberté