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Il mondo è ancora più piccolo di quanto pensassimo

Traduction, Samedi 21 Janvier 2012 à 17:17 - Italiano

Raphaël Picon

traduzione Giacomo Tessaro

ed è una cattiva notizia. Negli anni '20 si stimava che una persona qualsiasi poteva essere legata a un'altra da una catena di 6 persone. Da poco, questa catena si è ridotta a 4,7 persone. È uno studio dell'università di Milano che rinnova la teoria detta “dei gradi” e questo grazie al concorso di Facebook. La ricerca si è svolta sui 721 milioni di membri di questa rete sociale e sui loro 69 miliardi di link “d'amicizia”. Non ci vogliono dunque più di 4,74 persone per essere collegati a tutti. Cattiva notizia? Sì, perché il restringersi del mondo, dove tutto è più che mai a portata di mano, riduce in proporzione il campo del possibile, quello delle grandi sorprese, dell'insospettato e dell'inesauribile. Ma è proprio per aprire e riaprire senza sosta le nostre esistenze all'ignoto che viene che noi vogliamo ancora e sempre credere in Dio. Non che la fede debba essere una deriva verso un altro mondo, una fuga fuori dal tempo verso un reale ritenuto incantato e immacolato. La fede in Dio che racconta l'Evangelo si incarna in noi, in questo mondo, per seminarlo continuamente di nuove possibilità di senso, di impegno, d'amore, di poesia. In Cristo, Dio ci dà altezza contro ciò che ci abbassa. Impedisce al nostro mondo di rattrappirsi sulle sue abitudini, le sue sole verità acquisite, le sue conquiste sicure. La fede in Dio scuote il mondo di chi è chiuso e limitato. Essa suppone che una realtà che ci sfugge, irriducibile a tutto ciò che è, offre al mondo una riserva di novità e di rinnovamento. La fede in Dio ci mette alla scuola dell'inesauribilità. Ci insegna che il visibile non è talvolta che apparenza, che il palpabile non può afferrare tutto e tutto ridurre a sé. Si può credere in Dio per credere il mondo sempre più vasto e più grande che non sembri essere. E questa è veramente una buona notizia!
 

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